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L’edema: cos’è?

L’edema  è un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell’organismo, localizzato nei tessuti all’esterno dei vasi sanguigni e delle cellule.L’edema può interessare una sola zona, come ad esempio una gamba, oppure può essere generalizzato, quando si manifesta in tutto l’organismo; in questo caso, prima che l’edema sia clinicamente evidente, devono accumularsi diversi litri di liquido; per questo motivo l’aumento di peso precede generalmente le altre manifestazioni dell’edema.

Il termine idropisia o idrope (per quanto sinonimo di edema), indica quando del materiale sieroso si spande in modo incontrollato in una cavità del corpo, solitamente quella peritoneale.

Quando l’edema interessa tutti i distretti corporei si ha il cosiddetto anasarca.

MECCANISMO:

La generazione di fluido interstiziale è controllata dall’equazione di Starling che afferma la relazione tra il bilancio dellapressione osmotica e della pressione idrostatica che agisce in direzione opposte tra le pareti semi-permeabili dei capillari. Di conseguenza qualsiasi aumento della pressione oncotica esterna ai vasi sanguigni (per esempio un’infiammazione), o la riduzione della pressione oncotica nel sangue (ad esempio la cirrosi epatica) genera un edema. Un aumento della pressione idrostatica all’interno dei vasi sanguigni (ad esempio dovuto a stasi venosa nel caso di varici degli arti inferiori) o una riduzione della pressione idrostatica interstiziale hanno lo stesso effetto. L’edema può comparire anche come conseguenza di ostruzione dei vasi linfatici. Se la permeabilità delle pareti dei capillari aumenta, più fluido tenderà a fuoriuscire dal capillare, così come succede nel caso di infiammazioni. In quest’ultimo caso si parla di edema infiammatorio o essudato. L’edema non infiammatorio, causato da alterazione delle forze emodinamiche è detto trasudato. Il trasudato ha peso specifico minore a 1012, è povero di proteine e non contiene cellule dell’infiammazione. Al contrario, l’essudato si caratterizza per l’alto peso specifico, maggiore di 1020, è ricco di proteine e di cellule della flogosi.

CAUSE:

Molte malattie, anche coesistenti fra loro, possono causare l’edema. Le forme localizzate agli arti sono quasi sempre causate da patologie che interessano la circolazione venosa o linfatica, come ad esempio una trombosi venosa.

Casi particolari di edema localizzato sono quelli conseguenti ad un trauma come un dito gonfio dopo uno schiacciamento, un bernoccolo dopo aver battuto la testa o un gonfiore dopo una puntura di insetto.

Due forme importanti di edema localizzato sono l’ascite per accumulo di liquido nel peritoneo; e l’idrotorace con l’accumulo di liquido nella pleura; tali due manifestazioni sono generalmente espressioni di malattie importanti.

Le forme di edema generalizzato hanno come cause principali:

  • le malattie cardiache che comportano uno scompenso;
  • le affezioni che determinano una grave insufficienza renale;
  • le patologie che provocano una forte riduzione dell’albumina, come sindrome nefrosica, grave compromissione della funzionalitàepatica o stati di grave carenza alimentare;

L’edema generalizzato prende il nome di anasarca. Altri casi di edema comprendono l’edema da malnutrizione, il mixedema dell’ipotiroidismo e l’edema nella sindrome di Cushing. Un caso particolare è l’edema idiopatico o sindrome edematosa, che a differenza degli altri edemi generalizzati non è collegato a malattie o situazioni rischiose per il paziente.

TERAPIA:

Dopo aver individuato la patologia di base, è possibile stabilire la più corretta terapia. Quasi sempre i farmaci utilizzati sono i diuretici, ma l’impiego deve essere relazionato alla malattia di base e non solo alla necessità di eliminare il liquido in eccesso nei tessuti. In casi particolari legati a pazienti refrattari al solo trattamento con farmaci, è possibile ricorrere a trattamenti di ultrafiltrazione extracorporea del sangue mediante apposite macchine (simili o identiche a quelle utilizzate per la dialisi), mentre nell’edema generalizzato molto spesso è opportuno che il paziente limiti l’apporto di liquidi e di sale.

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  1. caterina cazzorla
    7 novembre 2013 alle 19:35

    Ho 15 litri d acqua da portarmi dietro distribuiti su tutto il corpo non sò da che parte inixiare

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