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Mobile Stroke Unit: in Germania arriva la sperimentazione

Il trattamento preospedaliero dell’ictus in ambulanze specializzate è fattibile e potrebbe aumentare il numero di pazienti che ricevono in tempo utile la terapia.

Un’ambulanza equipaggiata con un laboratorio analisi, apparecchiature di telemedicina e un tomografo computerizzato per il trattamento extraospedaliero dell’ictus

L’ictus è un’emergenza medica che, al pari di un infarto cardiaco, può mettere improvvisamente a repentaglio la vita. La forma di gran lunga più frequente di ictus è quella ischemica: la formazione di un coagulo di sangue interrompe il flusso sanguigno in una zona dell’encefalo.

I farmaci di cui disponiamo oggi possono essere efficaci in caso di ictus ischemico ma funzionano solo se somministrati entro quattro ore e mezzo dall’insorgenza acuta della malattia.La velocità è importante. Tanto più rapidamente viene attuata la terapia fibrinolitica, tanto migliori sono le possibilità di sopravvivenza e di ridurre la disabilità a lungo termine.

Non tutti i pazienti, però, sono candidati idonei. Questi farmaci salva-vita non sono adatti per i pazienti con ictus emorragico, nei quali vi è stata la rottura di un vaso sanguigno. E’ indispensabile quindi, in una situazione critica come questa, una rapida valutazione diagnostica.

Secondo un recentissimo studio tedesco di limitate proporzioni le stroke unit mobili possono dimezzare il tempo impiegato per la somministrazione dei fibrinolitici.

La ricerca, condotta dal dott. Klaus Fassbender e colleghi dell’Università del Saarland a Homburg, in Germania, ha coinvolto 100 pazienti. 53 di essi sono stati trattati in ambulanze attrezzate per la gestione dell’ictus con tomografia computerizzata, sistemi di analisi di laboratorio e attrezzature per la telemedicina. In questi casi la trombolisi con tPA è stata effettuata in media entro 35 minuti dall’esordio dei sintomi. In confronto, quelli inviati in ospedale per il trattamento in modo usuale hanno atteso complessivamente 76 minuti.

Quanto agli esiti, i risultati non mostrano differenze significative tra i due gruppi. I ricercatori hanno sottolineato che lo studio, con un limitato numero di pazienti e un follow-up di una settimana, non è stato progettato per valutare questi aspetti. Studi clinici di più ampie dimensioni e condotti non solo nelle aree urbane potranno in futuro chiarire meglio il ruolo delle stroke unit mobili sulla prognosi.

[fonte: http://prontosoccorso.eumed.org/]

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