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Il trattamento preospedaliero con Adrenalina nell’arresto cardiaco riduce la sopravvivenza e peggiora gli esiti neurologici a 1 mese

Uno studio prospettico, randomizzato, controllato con placebo, nell’arresto cardiaco extraospedaliero aveva dimostrato che l’Adrenalina ( anche nota come Epinefrina ) aumenta il tasso di ripristino della circolazione spontanea, ma non produce effetto sulla sopravvivenza alla dimissione ospedaliera. Poiché tale studio era sottodimensionato, ricercatori della Kyushu University a Fukuoka in Giappone hanno condotto un’analisi di propensione, osservazionale e prospettica, su 417.188 arresti cardiaci extraospedalieri in pazienti di età compresa uguale o maggiore di 18 anni ( età media: 72 anni ) che sono stati trattati dai Servizi medici di emergenza e trasferiti in un ospedale nel periodo 2005-2008. Le probabilità di ripristino della circolazione spontanea prima dell’arrivo in ospedale erano significativamente più alte nei pazienti che avevano ricevuto l’Adrenalina in ambito pre-ospedaliero, rispetto a quelli non-trattati con questo farmaco ( odds ratio, OR=2.36 ). Tuttavia, ad 1 mese, i pazienti che avevano ricevuto Adrenalina presentavano una probabilità significativamente più bassa di sopravvivenza ( odds ratio aggiustato, aOR=0.46 ), di buona o moderata performance cerebrale ( aOR=0.31 ), e di nessuna, lieve o moderata disabilità neurologica ( aOR=0.32 ). Si ritiene che l’Adrenalina aumenti la pressione di perfusione dell’arteria coronaria e dell’aorta, ma questo potrebbe avvenire a scapito di altri organi e sistemi, compreso il cuore e la microcircolazione cerebrale. Questo studio di ampie dimensioni ha mostrato che l’Adrenalina può fornire un vantaggio a breve termine nel ripristino della circolazione spontanea, ma un effetto negativo sulla sopravvivenza e sugli esiti neurologici, a 30 giorni.

(Fonte: JAMA, 2012)

  1. Lele
    12 agosto 2013 alle 22:02

    Beh vorrei capire a questo punto che cakkio devo usare!!! Decidetevi kazzoni!!!

    Mi piace

    • 4 settembre 2013 alle 19:33

      Purtroppo queste cose viaggiano alla velocità della luce al contrario…
      Sembra che complicare la vita di noi operatori e del paziente sia cosa giusta…

      Mi piace

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