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Infermieristica tra arte e scienza

Un bagaglio culturale umanistico, promosso durante il percorso formativo, permette un’ampliamento della componente valoriale della persona. Questa gioca un ruolo fondamentale nella prassi etica e nell’attività quotidiana. Nello studente, in particolare, si acutizza un senso critico sulla visione olistica e sui bisogni dell’Uomo, rinnovando di conseguenza il concetto di cura. L’assistenza infermieristica mira all’ Uomo che vive all’ interno della società, che intreccia una fitta rete di rapporti sociali, che ricopre un ruolo nella sua quotidianità, è quindi inscindibile una formazione socio-antropologica da quella più strettamente scientifica. Il concetto di cura si completa quindi di scientificità e di aspetti socio-antropologici.
L’atto infermieristico, che prende le mosse fin dalla formazione iniziale dello studente, sancisce il rapporto con l’assistito, inteso come comunità o come singolo. In questa relazione, la componente morale di entrambi detta le regole di condotta verso un rapporto che mira al ripristino dell’equilibrio psicofisico e non esclusivamente biologico. Lo studio delle scienze umane in campo infermieristico permette quindi una riflessione sull’ Uomo nei termini di persona e di malato. Persona intesa come essere che vive nel fitto intreccio di relazioni instaurate nel mondo sociale e malato inteso nel complesso quadro del mancato equilibrio psicosociale.
L’idea di rendere l’infermieristica una scienza umana prende le mosse da tre argomentazioni:
1.Ineffabilità del giudizio: la comprensione empatica che completa la conoscenza scientifica, che ha a che fare con i processi di astrazione,di generalizzazione.
2.Spiegazioni causali con antecedenti non fisici: concetto di “classe” o “genere” in sociologia.
3.Connotati narrativi della medicina: la causalità non è l’unico principio guida della medicina, i dati dell’osservazione vanno raccolti in una trama che dà coerenza all’anamnesi, coerenza data dal dialogo aperto tra operatore e paziente.
Nasce e si sviluppa in questo senso il “saper fronetico” aristotelico, un sapere pratico che mette in relazione azioni e valori, che non dipende da leggi generali ma dall’esperienza, intesa come saggezza acquisita nel fare,
Quindi nella determinazione della medicina e delle scienze infermieristiche, lo status di scienza è strettamente connesso a quello di arte, intesa come forma di attività dell’uomo che esalta il suo talento inventivo. Non esiste antitesi tra arte e scienza. L’antitesi tra arte e scienza sussiste solo se si considera la scienza come un certificato di garanzia certo ed inequivocabile che produce esclusivamente risultati positivi, piuttosto che una visione attraverso la quale è possibile migliorare la via che si segue e che permette una visione globale e libera dell’uomo. Se la si apprezza perché conferisce autorità ed autenticità incontestabili, relativa per esempio ad una procedura da applicare, si viene a creare artificiosamente il divario tra scienza ed arte.

Di Maria Grazia Massimiani

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