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Il mondo saluta 4 Papi a Roma. Il nostro “dietro le quinte”

Mezzi del 118 in attesa della chiamata.

Mezzi del 118 in attesa della chiamata.

Il 27 Aprile 2014 rimarrà una data storica segnata nel marmo che ricopre il prezioso pavimento e le colonne della più famosa Basilica del mondo, una data legata ad un evento che non ha mai conosciuto eguali nella storia.

4 Papi, 4 Pontefici Massimi attorno ai quali fedeli provenienti da ogni parte del mondo si sono riuniti in festa ed in preghiera.
Per 3 giorni Roma è stata invasa dai colori di innumerevoli bandiere, dagli occhi devoti e speranzosi di tanti fedeli e, tra loro, dallo splendere delle divise di tanti volontari intervenuti per assistere al benessere e alla sicurezza dei milioni di pellegrini che hanno calcato le strade della Città Eterna.

Nel weekend appena trascorso, sotto un cielo plumbeo e sotto qualche goccia di pioggia, la Capitale è andata riempendosi via via sempre più di famiglie, bambini, anziani, ragazzi e religiosi di ogni nazionalità del pianeta.
Di certo i colori che più spesso si notavano sventolare sulle teste dei tanti ospiti di Roma erano il bianco e il rosso della bandiera che rappresenta la nazione di uno dei Papi forse più amati della storia religiosa: il Santo Padre polacco Karol Wojtyla.

Ospiti Polacchi, Statunitensi, Coreani, Giapponesi, Inglesi, Colombiani, Italiani e molti molti altri hanno festeggiato insieme ai fedeli e ai religiosi romani questo evento unico nella storia dell’umanità in cui due Papi viventi, Papa Francesco, il Papa Emerito Benedetto XVI e i due Papi ora Santi, Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII si sono uniti nello stesso momento sotto lo stesso cielo al calore delle stesse preghiere.

Tanti visi, tante mani, tante scarpe che hanno calcato il suolo della nostra amata città di Roma e tante mani che si sono date da fare per operare per garantire la sicurezza di tutti.

Il dietro le quinte della preparazione di questo ciclopico evento è iniziato mesi prima del 27 Aprile per tutti coloro che si sono visti impegnati nella preparazione e nell’assistenza durante questi tre giorni.

Dopo molti anni di esperienza e soccorso in molte organizzazioni di soccorso e volontariato, quest’anno ho avuto il piacere ed il privilegio di servire al fianco di altri volontari e professionisti di una Confraternita Misericordie d’Italia, nel particolare con i ragazzi e le ragazze della Misericordia di Roma Sud.

Per noi, come per molti altri, la preparazione a questo evento è iniziata con il ripasso delle procedure di intervento nelle maxi emergenze che ci è stato fornito dagli Istruttori dell’ARES 118 presso la struttura ospedaliera del San Camillo-Forlanini di Roma.

Parallelamente a queste attività di formazione, altri nostri colleghi si sono occupati di quella che in molti corsi viene definita “anticipazione”, ovvero il controllo delle attrezzature e dei mezzi che sarebbero poi stati impiegati durante l’evento stesso.

Il nostro lavoro nel vegliare sui tanti pellegrini giunti a Roma è iniziato il 25 Aprile con il montaggio della PMA (Postazione Medica Avanzata) che sarebbe stata per 3 giorni la casa per i nostri volontari in servizio e la certezza di una adeguata assistenza sanitaria per tutti colori che sarebbero giunti da noi bisognosi di cure mediche.

E’ secondo me anche e soprattutto in eventi di questa portata che è possibile riconoscere il cuore, la volontà e l’amore che ogni uomo e donna mette nel lavoro che fa per gratuitamente per gli altri.
Volontari della Protezione Civile di ogni associazione hanno garantito e facilitato la pubblica sicurezza insieme agli Agenti di Pubblica Sicurezza e distribuito bottiglie d’acqua, i Cavalieri di Malta, i Volontari della CRI e quelli di varie Confraternite della Misericordia hanno assicurato assistenza e soccorso. affiancati e guidati da tanti Medici ed Infermieri in servizio nelle ambulanze ALS e BLS e nelle PMA.

Il lavoro si è subito dimostrato tanto e molto duro sin dall’inizio.
I pellegrini hanno raggiunto la Capitale in massa ed il lavoro nella nostra PMA di Via della Conciliazione ha toccato il suo picco nella notte tra il 26 e il 27 Aprile con un accesso al minuto per oltre un’ora.
I volontari, gli Infermieri ed i medici in servizio sono stati messi a durissima prova soprattutto durante quella notte però l’organizzazione del lavoro, il corretto triage e la suddivisione dei compiti hanno avuto la meglio sullo stress e sull’emergenza.

2 ambulanze di cui una ALS, una PMA lunga 25 metri ed attrezzata con una zona per i codici rossi, un’altra per i gialli ed un’altra per i verdi hanno garantito il massimo dell’efficienza.
Di fronte alla nostra postazione l’Associazione dei Carabinieri in Congedo ha garantito in maniera davvero eccezionale la nostra sicurezza e regolato e gestito gli accessi garantendoci una buona zona di lavoro mentre i volontari della Misericordia e dell’Associazione SOS Angeli del Soccorso raggiungevano le persone in difficoltà e le portavano in PMA per ricevere le nostre cure.

Dopo sole 48 ore di servizio abbiamo registrato oltre 130 accessi alla nostra PMA di cui il 10% ospedalizzati presso il nosocomio del Santo Spirito o del Fatebenefratelli all’Isola tiberina.

Abbiamo riconosciuto tutti che questi 3 giorni sono stati davvero stressanti ma nello stesso tempo emozionanti per l’evento che abbiamo vissuto e felici e fieri di aver avuto la possibilità di aver aiutato e di aver assistito le persone in difficoltà che si rivolgevano a noi.

Il lavoro portato a compimento da tutti ha conosciuto la sinergia di un gruppo di ragazzi e ragazze ben affiatati tra loro e che non hanno mai perso di vista i ruoli e i compiti assegnati a ciascuno nelle proprie aree di competenza e di conoscenza.

Le squadre appiedate si sono consumate le mani e la schiena per camminare tra la folla e portare in salvo persone di ogni nazionalità e di ogni età in varie condizioni di necessità, di emergenza o di urgenza, tornando a casa con i polsi doloranti e i capelli intrisi di sudore e di una pioggia che per un intero pomeriggio non ha mai smesso di battere.
L’equipé della PMA non ha mai perso né concentrazione né animo nel valutare e trattare adeguatamente ogni paziente in ingresso e medici ed infermieri operavano con rapidità ma mai con superficialità.
Gli equipaggi delle ambulanze garantivano i collegamenti con gli ospedali vicini mantenendo attivo il trattamento sanitario necessario durante il trasporto ed integravano il personale della PMA nei momenti di picco o di bisogno.

Alla fine di queste giornate molti di noi non sono riusciti né a salutare il passaggio del Santo Padre, né a vedere la celebrazione della canonizzazione, molti altri non hanno dormito più di un paio d’ore nella notte, tanti non hanno mangiato altro che panini per intere giornate, altri sono tornati a casa infreddoliti e bagnati di pioggia, però tutti noi, tutti e nessuno escluso smetterà mai di sentir ardere in sé quell’orgoglio e quella sensazione di felicità e di completezza che fa sentire il poter dire “io c’ero” in un evento di questa grandezza e in un servizio di questo livello di complessità e di rischio.

Ognuno di noi è tornato a casa stanco, con la schiena dolorante, le scarpe sporche e la divisa intrisa di pioggia e sudore, ognuno di noi, a prescindere dal colore della propria divisa e del simbolo sulla propria bandiera.

Ora, vi invito a provare a porre a chiunque di noi una semplicissima domanda, solo una, e verificare se la risposta potrà mai essere diversa.

Provate a chiedere a qualsiasi volontario “Ma dopo tutta questa fatica e questo sudore e dopo tutto il tempo che hai dovuto rinunciare a stare con la tua famiglia per lavorare gratuitamente, tu, lo rifaresti??”.
Provate a chiederlo e vedete se la risposta potrà mai essere diversa dal “Certo, subito, senza dubbio!!” e provate a trovare un minimo sentore di esitazione in queste parole.
Provateci voi, perché se lo dovessero chiedere a me, ora, la mia risposta risuonerebbe forte e chiara e non ho dubbi che sarebbe lo stesso per ogni mio singolo fratello e sorella che con me ha condiviso la stessa fatica, la stessa pioggia e gli stessi “grazie” in tutte le lingue del mondo che ci hanno accompagnato in ogni singola ora del nostro servizio!

Tutti quei “grazie” in così tante lingue diverse io li giro ad ogni singolo volontario e ad ogni singolo professionista, medico, infermiere, Agente di pubblica sicurezza che ha vegliato giorno e notte sui tanti pellegrini di Roma.

Grazie a tutti anche da parte mia per rendermi sempre così felice e fiero di lavorare nella mia divisa arancione 118 al vostro fianco, al fianco di professionisti e persone come siete tutti voi!

Con grandissimo affetto,
Adriano.

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