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Lavaggi nasali del neonato

In questa sezione viene indicato come effettuare dei lavaggi nasali al neonato. Lo stesso sistema, però, può essere utilizzato in ambito pediatrico e in un adulto.

Perché servono i lavaggi nasali

Nei primi mesi di vita, i bambini respirano esclusivamente attraverso il naso. Inoltre, per i primi due-tre anni non sono in grado di soffiarsi il naso da soli.

Se il naso si intasa, per esempio in caso di raffreddore anche lieve, i piccoli provano dunque fastidio e disagio, che aumentano in particolare durante il sonno (per la posizione coricata) e le poppate.  “Ecco perché in questi casi liberare il nasino chiuso con lavaggi specifici è importante per il loro benessere” afferma Mario Quattrone, pediatra a Reggio Calabria.

I lavaggi permettono di allontanare dal naso muco, catarro ed eventuali piccoli croste, ma anche di ripulire la mucosa delle cavità nasali da sostanze irritanti, come allergeni, o da virus e batteri. Inoltre, ammorbidiscono il muco, facilitandone un’eventuale aspirazione.

Tutte le soluzioni possibili per lavare il nasino
I lavaggi nasali si possono effettuare utilizzando soluzione fisiologica, acque termali, acqua di Sirmione, acqua di mare sterilizzata: esistono sia pratici flaconcini monodose, sia contenitori più grandi. Oppure, si può preparare una soluzione ‘casalinga’ con acqua e sale (90% di acqua e 10% di sale): basta sciogliere il sale in acqua bollita (per sterilizzarla).
Il lavaggio va effettuato con soluzioni a temperatura ambiente o appena intiepidite (mai calde).
Che cosa si usa:

Anzitutto, bisogna scegliere con cosa fare il lavaggio: in commercio si trovano pratici flaconcini monodose di varie soluzioni (fisiologica, acque termali e così via), comodi soprattutto quando si è fuori casa.

In alternativa si può usare una siringa senza ago, prelevando la soluzione da contenitori più grandi e iniettandone circa 5-10 ml per narice. “L’importante è spingere sullo stantuffo piuttosto velocemente, così da esercitare una pressione che aiuti la rimozione delle secrezioni” consiglia Giovanni Cavagni, allergologo pediatra, già responsabile dell’Unità operativa di allergologia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Se si utilizza la siringa, questa va accuratamente lavata dopo ogni utilizzo e cambiata periodicamente.

Un’ulteriore possibilità è il rinowash, un apparecchietto che si collega all’aerosol e permette di far arrivare il getto direttamente nelle cavità nasali.
Come si fa:

L’operazione è semplice, anche se alcuni bimbi (specialmente quando cominciano a crescere) non la gradiscono e tenerli fermi può diventare difficile.
1. Stendete il bambino sul fasciatoio o sul letto (in questo caso meglio mettere sotto un asciugamano) e inclinategli leggermente la testa da un lato. Attenzione a non spingerla all’indietro, altrimenti la soluzione di lavaggio finirà in gola, facendo tossire il piccolo.
2. Introducete delicatamente la punta del flaconcino o la siringa nella narice del lato più lontano dalla superficie di appoggio e spruzzate il liquido delicatamente, ma con fermezza: lo vedrete uscire dalla narice opposta. Per esempio: se avete inclinato la testa del bambino verso la vostra destra, spruzzerete la soluzione nella narice destra del bambino. Uscirà dalla narice sinistra.
3. Ripetete dall’altro lato.

L’aspirazione
Soprattutto se il bambino è molto piccolo e non è in grado di soffiarsi il naso da solo, può essere utile un aspiratore nasale, per rimuovere il muco o le secrezioni che non sono stati allontanati con il lavaggio.Per questa operazione, si possono usare piccole pompette (basta premere per far uscire tutta l’aria, creando il vuoto, inserire nel nasino e allentare la presa dolcemente per risucchiare il muco) oppure aspiratori a bocca.
Ultimi suggerimenti
Per aiutare il bambino a respirare meglio è anche importante umidificare gli ambienti ed invitarlo a bere spesso, in modo da fluidificare il muco e favorirne l’espulsione. Ok anche ad aerosol con semplice soluzione fisiologica.

Fonte: nostrofiglio.it
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